DISAGIO GIOVANILE E TENDENZA SUICIDARIA

Koinè - Centro Interdisciplinare di Psicologia e Scienze dell'Educazione®, nell’ambito del Servizio di Psicologia Scolastica, ha svolto una ricerca relativa al disagio giovanile e alla tendenza suicidaria su un campione di studenti liceali.

Per la misurazione di tale tendenza è stato utilizzato il questionario elaborato da Orbach e collaboratori, denominato “Scala multidimensionale della tendenza suicidaria per adolescenti” (MAST) e proposto, per la ricerca, come “Scala multidimensionale MAST per lo studio degli atteggiamenti esistenziali degli adolescenti”.

Il questionario è composto da 30 item suddivisi in quattro scale, in funzione dell’atteggiamento:

 1)      Attrazione per la vita [AV], influenzata dal sentimento individuale di sicurezza nelle relazioni interpersonali e nelle relazioni affettive, e dall’autostima; è anche influenzata dalla stabilità individuale e dalla forza dell’Io.

 2)      Repulsione per la vita [RV], che riflette il dolore e la sofferenza esperiti dall’individuo: confronto con problemi irresolubili, morte di persone amate, abusi fisici ed emotivi, rifiuti, isolamento, alienazione, interiorizzazione di autodistruttività.

 3)      Attrazione per la morte [AN], che si avvale di credenze quali il poter trovare nella morte la soddisfazione di tutti i desideri, e che la morte sia riconducibile ad uno stato di pace e di tranquillità.

 4)      Repulsione per la morte [RM], che deriva dalla realistica, spaventata percezione della morte come una irreversibile cessazione e annichilimento della vita; è presente persino in persone con una forte tendenza all'autodistruzione.

 Diversamente dai criteri operati dagli autori per la validazione psicometrica dello strumento, in questa ricerca è stata modificata l’attribuzione dei punteggi ai singoli item. È stato, infatti, attribuito ad ogni item un punteggio secondo una scala Likert: da sempre falso = 0 a sempre vero = 4. Inoltre i punteggi grezzi ottenuti sono stati standardizzati in base alla scala Stanine costruita sul campione di riferimento.

Il campione studiato fa parte di una popolazione di studenti che ha frequentato la scuola media secondaria negli anni 2002-2004, ed è composto da 553 giovani, di cui 307 femmine e 246 maschi.

I dati rilevati alle quattro scale sono:

  Media    Deviazione Standard
Attrazione per la vita  19,99 3,58
Repulsione per la vita   8,24 3,70
Attrazione per la morte 10,22 4,57
Repulsione per la morte   14,89 8,79

            

I punteggi grezzi sono stati trasformati in punti Stanine e sono state osservate le seguenti frequenze:

  1-3   4-6    7-9
Attrazione per la vita  30,56%  53,71% 15,73%
Repulsione per la vita  36,17% 50,99%  12,84%
Attrazione per la morte 36,35% 51,72% 11,93%
Repulsione per la morte   44,12%  42,13%  13,74%

  

Dal confronto tra le diverse percentuali emerge che in tutte e quattro le scale le frequenze dei punteggi standard inferiori alla media sono superiori alle frequenze dei punteggi più elevati. Inoltre sembra non esserci sovrapponibilità di percentuali tra chi ha ottenuto punteggi elevati nella scala “Attrazione per la vita” (15,73%) e chi ha ottenuto punteggi inferiori alla media nella scala “Repulsione per la vita” (36,17%). Stesso discorso vale per le successive due scale “Attrazione per la morte” (11,93%) e “Repulsione per la morte” (44,12%). Ciò sembra confermare il fatto che i quattro atteggiamenti siano fattori indipendenti sebbene correlati (Orbach et alii, 1991).

Un altro dato rilevante è che i soggetti che hanno ottenuto bassi punteggi nella scala “Attrazione per la vita” (30,56%) non necessariamente hanno ottenuto punteggi elevati in “Attrazione per la morte” (11,93%). I risultati non sono reciproci. La percentuale di soggetti che hanno riportato elevati punteggi nella scala “Attrazione per la vita” (15,73%) è decisamente inferiore a quella dei soggetti che hanno ottenuto bassi punteggi nella scala “Repulsione per la morte” (44,12%).

Poiché il campione è tratto da una popolazione generale, i dati emersi potrebbero indurre preoccupazione nei genitori e negli educatori. Fermo restando che i quattro fattori risultano indipendenti l’uno dall’altro, fanno riflettere i risultati ottenuti nelle scale “Repulsione per la vita” e “Attrazione per la morte”, rispettivamente del 12,84% e del 11,93%, poiché sono i due fattori che indicano la presenza di una tendenza suicidaria. Infatti, sommando i dati delle due scale, si ottiene che il 24,77% del campione (circa un quarto) presenta punteggi superiori alla media nelle due scale: questi ragazzi, anche se non arriveranno mai al suicidio, in qualche modo pensano che con la morte risolverebbero molti dei loro problemi esistenziali. Questa riflessione è confermata dai colloqui individuali avuti con molti degli adolescenti esaminati.

Consideriamo particolarmente problematici gli studenti che hanno ottenuto punteggi elevati nelle scale “Attrazione per la morte” e “Repulsione della vita”, e punteggi inferiori alla media nelle scale “Attrazione per la vita” e “Repulsione per la morte”.

Un altro dato importante è quello relativo al confronto tra maschi e femmine rispetto ai relativi atteggiamenti. Dal test T di Student eseguito sulle medie, non risultano differenze significative tra i due sessi per le quattro scale (AV=0,008; RV=0,069; AM=0,005; RM=0,00). I valori ottenuti, quindi, possono essere considerati equivalenti per i due sessi.

I risultati sembrano particolarmente preoccupanti, e suggeriscono la necessità di interventi specifici nell'ambito della scuola, sotto forma di consulenze psicologiche o sportelli di ascolto, per affrontare i vissuti esistenziali degli adolescenti, soprattutto quelli relativi a famiglie problematiche, a mancata identificazione, a mancati punti di riferimento affettivi e sociali, a modelli non realistici proposti dai mass media, eccetera.

 I dati sono stati raccolti da Claudio Gerbino, Simona Castaldi e Ruena Ventimiglia. L’elaborazione dei dati è stata curata da Simona Castaldi.

  

Bibliografia

ORBACH, I. (1988), Bambini che non vogliono vivere, Giunti, Firenze 1991.

ORBACH, I. et alii (1991), A multi-attitude suicide tendency scale for adolescents, Psychological Assessment: A Joumal of Consulting and Clinical Psychology, vol. 3, n. 3, 398-404.

ORBACH, I. (1998), La scala multidimensionale della tendenza suicidaria per adolescenti, in: utenti/tripod.it/daniel190458/orbachtest.html.

RIGON, G. et alii (1998), Il tentativo di suicidio nell’infanzia e nell’adolescenza: primi dati relativi alla città di Bologna, Relazione presentata al convegno “Aggressività e disperazione nelle condotte suicidarie”, Padova, in: http://utenti/tripod.it/daniel190458/documento-padova00.htm

                 

Chi desidera comunicare con gli autori può inviare un messaggio a: info@centro-koine.it